In Breve
- Qual è la dimensione attuale del settore dell'efficienza energetica in Italia?
- Circa 17 miliardi di euro, con un potenziale di crescita fino a 39 miliardi.
- Quali sono i principali attori coinvolti nel possibile riassetto?
- Veolia Italia, Rekeep e Renovit sono i principali attori considerati.
- Qual è il ruolo di Cdp Equity nel settore?
- Cdp Equity detiene il 30% di Renovit e il suo ruolo potrebbe influenzare eventuali disimpegni.
Il settore italiano dell’efficienza energetica si trova in un momento cruciale, con un possibile riassetto in vista. Operatori, fondi e grandi utility stanno valutando operazioni di consolidamento che potrebbero realizzarsi tra la fine dell’anno e il 2027. Attualmente, il comparto è stimato a circa 17 miliardi di euro, con un potenziale di crescita che potrebbe arrivare fino a 39 miliardi. Gli esperti del settore sottolineano l’importanza di sinergie ed economie di scala per sfruttare appieno queste potenzialità, soprattutto in relazione all’aumento dei costi energetici e alla transizione ecologica richiesta dall’Unione Europea.
Tra i dossier più rilevanti che potrebbero influenzare questo riassetto emergono tre casi principali. Il primo riguarda Veolia Italia, nota anche come Siram, che serve circa 2.300 clienti pubblici e privati nei servizi di efficientamento energetico, rinnovabili (incluso il biogas), gestione dell’acqua e rifiuti speciali, con un focus particolare sugli ospedali. L’Ebitda previsto per il 2025 è di 97 milioni di euro, e applicando i multipli di settore, il valore d’impresa potrebbe avvicinarsi a 1 miliardo di euro. La capogruppo Veolia Environnement ha affidato a Rothschild un mandato esplorativo per valutare eventuali mosse sul capitale; al momento, non è stato avviato alcun processo formale e tutte le opzioni rimangono aperte, dal mantenimento dello status quo a cessioni di minoranze o quote più rilevanti. Tuttavia, Veolia Italia ha specificato che non è in vendita e non fa parte del piano di dismissioni da 2 miliardi annunciato a novembre 2025, legato all’acquisizione di Clean Earth.
Il secondo dossier di interesse riguarda la divisione energia di Rekeep. Due anni fa, una cordata formata da Hera e Renovit aveva avviato trattative per l’acquisizione, ma senza arrivare a un accordo definitivo. La possibilità che questa trattativa possa riaprirsi non è esclusa e gli interlocutori potrebbero variare.
Infine, il terzo dossier riguarda Renovit, acquisita nel 2021 da Snam insieme a Cdp Equity, che detiene il 30% della società. Specializzata nell’efficientamento degli immobili, Renovit non è considerata un business core dal management, il che potrebbe portare a un disimpegno dell’azionista di controllo. Tuttavia, prima di una valorizzazione di mercato, resta da risolvere la questione degli ingenti crediti fiscali legati al Superbonus. Snam ha sostenuto la controllata anche tramite un cash pooling che, nel bilancio 2025, risulta superiore a 1 miliardo di euro; il 2026 è indicato come un possibile momento di svolta. Anche il ruolo di Cdp Equity rimane da verificare, sia come supporto a un disimpegno di Snam sia come soggetto che potrebbe rafforzare o ridurre la propria esposizione.
In generale, il quadro appare in evoluzione e il consolidamento è visto come la principale via per aumentare la capacità operativa. I principali operatori del settore, infatti, sono considerati di dimensioni ridotte rispetto al potenziale, con opportunità che si estendono dall’industria all’illuminazione pubblica, alle scuole, agli ospedali e agli immobili privati.
