Contesa tra Ricercatori e OpenAI sul Problema di Navier–Stokes

Professore di matematica Tristan Buckmaster

In Breve

Qual è il problema di Navier–Stokes?
È uno dei sette Millennium Prize, riguardante l'esistenza e la regolarità delle equazioni fondamentali per la meccanica dei fluidi.
Chi è Tristan Buckmaster?
È un professore di matematica alla NYU che ha annunciato recenti progressi sul problema di Navier–Stokes.
Cosa ha fatto OpenAI in relazione a questo problema?
OpenAI ha pubblicato una dimostrazione completa, attribuendola a un modello di prossima generazione.

Il professor Tristan Buckmaster, docente di matematica presso la New York University (NYU), ha recentemente annunciato significativi progressi riguardanti il problema di esistenza e regolarità di Navier–Stokes. Questo problema, uno dei sette Millennium Prize, è noto per la sua complessità e per il premio di un milione di dollari riservato alla prima dimostrazione accettata. Buckmaster ha presentato tre dimostrazioni e un risultato preliminare, in collaborazione con il matematico Levent Alpöge, utilizzando modelli di intelligenza artificiale come Codex e Claude.

Subito dopo l’annuncio di Buckmaster, OpenAI ha pubblicato una dimostrazione completa del problema, attribuendo la scoperta a un modello di prossima generazione non ancora rilasciato. Secondo OpenAI, il lavoro è iniziato il 1° settembre, stimolato da voci su soluzioni di problemi del Millennium Prize, e ha generato 300 miliardi di output token, con un costo computazionale stimato di 22,5 milioni di dollari.

Le equazioni di Navier–Stokes sono fondamentali per la meccanica dei fluidi ma rimangono scarsamente comprese in termini teorici. Buckmaster ha sostenuto che OpenAI fosse a conoscenza dei loro progressi prima della pubblicazione e che, quando contattati, la società ha inizialmente affermato di avere già una dimostrazione, fornendo poi risposte evasive riguardo alle tempistiche e al contributo umano.

I ricercatori hanno notato che l’approccio adottato, che prevede l’uso di una forza regolare, era poco esplorato da altri, sollevando sospetti sul fatto che OpenAI avesse seguito la stessa strategia nello stesso periodo. Alpöge, attualmente impiegato da Anthropic, ha dichiarato di non aver condotto questa ricerca per conto della sua azienda; il lavoro si è basato su una combinazione di modelli, con un ampio utilizzo di Codex.

In aggiunta, Buckmaster ha riferito che durante i contatti con OpenAI gli sarebbe stato chiesto di rimuovere il riconoscimento per Alpöge come parte di un compromesso, citando frasi attribuite a Bubeck come “Why would you ruin your career?” e “If you don’t want me to be nice, then I don’t have to be nice.”

Il dibattito si è ampliato anche sulla possibile influenza delle interazioni con Codex sull’allenamento dei modelli. OpenAI ha riservato il diritto di utilizzare dati derivati da tali interazioni, sebbene gli utenti possano scegliere di non partecipare. La società ha affermato di non aver visto il lavoro dei ricercatori prima della sua pubblicazione, ma non ha escluso che dati de-identificati derivati dall’uso dei prodotti possano aver contribuito al miglioramento dei modelli. Inoltre, ha sottolineato che le loro dimostrazioni differiscono significativamente, compresa la distinzione tra forzato e non forzato nel caso di Euler.

Questa vicenda riapre il dibattito sul ruolo dell’intelligenza artificiale nella ricerca matematica e sulle dinamiche competitive tra laboratori su problemi scientifici complessi. Buckmaster ha invitato a una maggiore trasparenza riguardo ai dettagli delle ricerche.

redazione

Autore della redazione Business Lombardia.