Estate 2026: I ghiacciai alpini in crisi avanzata

Ghiacciai alpini in crisi

In Breve

Qual è la situazione dei ghiacciai alpini nell'estate 2026?
I ghiacciai alpini hanno subito un grave deterioramento a causa di temperature elevate e eventi meteorologici estremi.
Quali ghiacciai sono stati monitorati?
Sono stati monitorati ghiacciai come l'Adamello, il Grande Motte e il ghiacciaio del Montasio.
Quali sono le richieste degli esperti?
Gli esperti chiedono politiche di mitigazione e monitoraggi continui per affrontare la crisi climatica.

L’estate 2026 ha rappresentato un punto critico per i ghiacciai delle Alpi, con evidenze che suggeriscono un deterioramento più grave rispetto agli anni precedenti. La Carovana dei ghiacciai, un’iniziativa realizzata in collaborazione con Cipra Italia e supportata dalla Fondazione Glaciologica Italiana, ha fornito dati allarmanti riguardanti l’accelerazione della crisi climatica in alta quota.

Le temperature elevate e uno zero termico costantemente sopra i 4.800-5.000 metri hanno contribuito a una situazione critica, aggravata da scarse precipitazioni nevose e da oltre 70 eventi meteorologici estremi registrati da gennaio a fine agosto 2026. Sette ghiacciai simbolo, tra cui l’Adamello, il Grande Motte, i ghiacciai del Miage e di Planpincieux sul Monte Bianco, il ghiacciaio dei Forni, del Montasio e il Coolidge superiore sul Monviso, hanno mostrato segni di arretramento e instabilità.

Questi fenomeni includono un aumento delle colate detritiche, deformazioni delle morene e crolli significativi, in particolare sulla parete nordest del Monviso e nella cavità superiore del ghiacciaio del Montasio. La ritirata dei ghiacciai ha portato alla diffusione di nuova vegetazione e specie pioniere, con importanti implicazioni per la gestione del territorio montano.

In risposta a questa crisi, esperti e attivisti hanno sollecitato l’adozione urgente di politiche di mitigazione e adattamento, oltre a monitoraggi continui in alta quota. È fondamentale che la governance europea consideri i ghiacciai e le risorse ad essi associate, in particolare l’acqua. Questi temi sono al centro del Manifesto europeo per una governance dei ghiacciai e della piattaforma politica-culturale “Governarne le Alpi che cambiano”, promossi insieme a Cai, Cipra Italia e Fondazione Glaciologica Italiana.

Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, ha dichiarato: “Le Alpi sono una delle sentinelle della crisi climatica in atto. Questa estate, segnata da caldo record e eventi meteo estremi, ci ricorda che non c’è più tempo da perdere. È necessaria una governance europea dei ghiacciai e delle risorse connesse”.

Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente di Cipra Italia, ha sottolineato l’importanza di una governance europea della montagna, con monitoraggi costanti e campagne di sensibilizzazione per cittadini e comunità locali. “C’è un unico filo conduttore che è l’acqua, risorsa fondamentale per il benessere degli ecosistemi e della nostra società”.

Le osservazioni della Carovana dei Ghiacciai 2026 evidenziano un processo di deglaciazione strutturale, alimentato da un riscaldamento climatico che nelle Alpi avanza a un ritmo doppio rispetto alla media globale. Con lo zero termico sopra i 4.800-5.000 metri e il ridotto innevamento, il margine protettivo dei ghiacciai più resistenti è stato eliminato. Il 2026 segna una svolta, con effetti visibili sul paesaggio in tempi brevi, richiedendo un monitoraggio continuo per anticipare scenari di instabilità imminente.

redazione

Autore della redazione Business Lombardia.