In Breve
- Quali sono i principali passaggi regolatori per l'acquisizione di Isab da parte di Ludoil?
- L'Antitrust ha deciso di non avviare un'istruttoria e la commissione Golden Power ha dato il via libera con prescrizioni.
- Qual è la capacità di raffinazione di Isab?
- Isab ha una capacità di lavorazione di circa 320mila barili al giorno, rappresentando quasi il 19% della capacità nazionale.
- Quali sono le sfide principali per Ludoil dopo l'acquisizione?
- Le sfide includono il rapporto con Trafigura, gli investimenti per la trasformazione e la sostenibilità finanziaria dell'operazione.
Ad agosto, Ludoil ha superato due importanti passaggi regolatori per l’acquisizione del 51% di Isab, il maggiore polo di raffinazione italiano. Il 4 agosto, l’Antitrust ha deciso di non avviare un’istruttoria sull’operazione, ritenendola non idonea a ostacolare la concorrenza. Il giorno successivo, la commissione Golden Power ha dato il via libera con alcune prescrizioni.
Con una capacità di lavorazione di circa 320mila barili al giorno, Isab rappresenta quasi il 19% della capacità nazionale di raffinazione, ed è considerata un’infrastruttura strategica per il sistema energetico italiano. La raffineria di Priolo, oltre a disporre di 4 milioni di metri cubi di stoccaggio e di un impianto Igcc da 532 MW, impiega oltre mille addetti diretti.
Il primo passo operativo sarà il closing dell’acquisizione, che attribuirà a Ludoil il controllo di Isab. Da quel momento, si apriranno quattro nodi decisivi per il futuro dell’azienda e per il settore energetico italiano.
Il primo nodo riguarda il rapporto con Trafigura, attuale fornitore di greggio e acquirente di circa il 90% dei prodotti raffinati di Isab. L’accordo, valido fino al 2033, prevede che le vendite a terzi siano limitate al 10%. Sarà cruciale valutare se questo rapporto rimarrà invariato, verrà rinegoziato o sostituito, poiché una risoluzione anticipata potrebbe avere conseguenze economiche significative, soprattutto considerando che Ludoil non ha attualmente una filiera di approvvigionamento del greggio interna.
Il secondo nodo riguarda gli investimenti. Ludoil intende trasformare Isab in una piattaforma multi-energia, sviluppando HVO, SAF, bio-olio e biocarburanti avanzati. La raffineria ha già avviato il co-processing con un obiettivo annuale di 500mila tonnellate, ma restano da definire i capex, i tempi, gli impianti coinvolti e le fonti di finanziamento necessarie per questa trasformazione.
Il terzo punto è di natura finanziaria. L’ingresso di Ludoil in Isab rappresenta un salto dimensionale significativo, ma il prezzo dell’acquisizione e la struttura finanziaria dell’operazione non sono stati resi noti, rendendo la sostenibilità economica dell’operazione una sfida centrale.
Infine, resta da decidere il destino del 49% ancora in mano a Goi Energy. Sebbene il 51% conferisca il controllo, l’accordo prevede una seconda fase con opzioni put e call sulla quota residua, il che complica ulteriormente il quadro.
In conclusione, l’acquisizione di Isab da parte di Ludoil segna un momento cruciale per il settore energetico italiano, con sfide e opportunità che potrebbero ridefinire il panorama della raffinazione nel paese.
